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Dantedì

Dantedì

Un meme per Dante

25/03/2020

Non è facile porre la propria mente nella giusta attitudine che occorre ad un'arte fine e laboriosa come la scrittura in un momento così delicato per tutti noi: un periodo di vera prova che sta sconvolgendo le nostre vite troppo avvezze a certezze ancorate sulle fluttuanti basi del consumismo e di un progresso che sembrava non poter mai arrestarsi. Il virus, la natura, il vichiano «corsi e ricorsi» degli eventi, invece, ci insegnano quanto le nostre certezze siano effimere ed illusorie.

In tutto questo che funzione ha la scuola? Quale il ruolo dei Docenti come servitori dello Stato? I nostri amati medici e tutto il personale sanitario sono impegnati in un'indefessa lotta per la salvezza delle nostre vite e noi insegnanti, credo, abbiamo il dovere morale, costituzionale (art. 34), e deontologico di continuare a curare le menti  dei nostri giovani allievi: menti spesso confuse da stimoli eccessivamente disarmonici del mondo in cui viviamo, ma ricche di quella fiamma di gioventù e primavera che è stata troppo spesso delusa da adulti inetti, impassibili, annoiati e delusi; adulti, forse, colpevoli di incapacità di indicare valori certi e amore per l'impegno con la fin troppo comoda scusa della mancanza di certezze dell'uomo moderno.

Continuare a riscoprire la Letteratura in genere e Dante nella fattispecie è il vaccino migliore per la pandemia dell'indolenza liquida, mutuando il senso dell'aggettivo da Bauman, che rischia di anestetizzare per sempre le giovani coscienze che saranno l'Italia e il Mondo di domani.

Il lettore potrà anche muovere un sarcastico ghigno asserendo, nell'abitudinarietà stereotipata, che questa potrebbe essere una presentazione più consona al sito di un blasonato Liceo Classico, ma è proprio questo che rende speciale questo momento e questo lavoro: un lavoro frutto di un avvincente percorso iniziato a settembre quando ho conosciuto i miei nuovi alunni. Ho conosciuto giovani occhi impauriti e incerti trincerati dietro l'arma difensiva del «mi siddia!» e dell’«a che serve la Letteratura?». Quello che ho fatto è stato semplicemente cercare di rispondere a queste loro asserzioni facendo percepire loro a cosa è servita e a cosa sta servendo la Letteratura nella mia vita ed in generale quale possa essere il valore immenso di un cuoco, di un maître, di un cameriere che oltre ad essere esperti nel loro mestiere siano persone pensanti e ricche di emotività e ispirazione artistica con cui arricchire il loro lavoro. Ho fornito, al percorso didattico di quest'anno, la giusta severità addolcita da tanto affetto. In quest'ottica l'evento che ha maggiormente scosso le coscienze, nella mia III BS della sezione di Chiaramonte Gulfi, è stato l'incontro con Dante, eternamente giovane come loro, profondamente impegnato nella critica indefessa della società, ma soprattutto instancabile ed entusiastico propositore di quell'itinerarium mentis in Deum che è il viaggio dentro noi stessi pregnante di quella valenza escatologica valida per qualsiasi epoca storica in cui si viva. Così i miei ragazzi si sono fidati di me e si sono abbandonati, hanno fatto le valige ed abbiamo intrapreso il viaggio non ancora concluso. Hanno avuto il coraggio di partire con la loro umanità in divenire e con le loro piccole e grandi sofferenze. Cosa ne è venuto fuori? Si sono innamorati di Dante e forse si stanno sempre più innamorando di una materia che li aiuta a scoprire sé stessi: la Letteratura. In ciò si esaurisce il mio compito che man mano sarà quello di sparire sempre più per lasciarli navigare da soli nell'avvincente incontro con i testi letterari e sperare, egoisticamente, di sopravvivere in qualche angolo del loro cuore come confortante ricordo nel cammino della vita. Ringrazio di cuore il nostro Preside, Prof. Bartolomeo Saitta ed il nostro Vicepreside Prof. Orazio Licitra per aver accolto con entusiasmo e pronta disponibilità l'iniziativa nonostante il difficile momento e le incombenze organizzative a cui devono dedicarsi per la didattica a distanza.

Con questi sentimenti ed in una Modica immersa in un'atmosfera climatica ed epidemiologica infernale (sembra di udire e vedere la «bufera infernal che mai non resta») presento all'Istituto i quattro meme che ho reputato migliori lasciando al lettore l'apprezzamento dello sforzo di ragazzi speciali proprio perché neofiti della Letteratura conquistati con amore e a cui la Letteratura, forse, in alcuni casi, sta proprio salvando la vita!

Prof. Giuseppe Interlandi

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